Abbiamo avuto diversi impegni, le elzioni politiche, la raccolta firme per le regionali.... ma ora abbiamo il tempo per raccontarvi cosa accade in una delle tante partecipate regionali.
Lo facciamo volutamente fuori dalla campagna elettorale perchè quello che diciamo non ci serve come arma elettorale, non è un sasso contro un avversario politico in particolare.
Noi siamo contro tutta la casta e contro tutti coloro che hanno governato in questi decenni in VDA persando solo agli affari propri.
Mercoledì sera alle 20,45 all'Auditorium di Quart (c/o scuole medie) vill. Bas Villair, 19/a, il Movimento 5 Stelle Valdostano svela alcuni retroscena dell’attività dell’Associazione Forte di Bard: i bilanci, i parenti, le consulenze, le spese disinvolte e la bella vita...
Siete sicuri che non vi interessa come vengono spesi i nostri soldi?
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Mancano ancora circa un centinaio di firme per poter presentare la lista alle regionali. Invitiamo tutti ad andare a firmare fino a venerdì 5 aprile e a far andare chi conoscete perchè molti non sono al corrente e altri pensano che sia già stato raggiunto il numero minimo. Diversamente non potremo presentare la lista alle elezioni regionali.
Grazie.
La serata ha visto la partecipazione di addetti al settore e di una rappresentanza di giovani autori e deejay valdostani. Due sono stati gli elementi di punta del dibattito il primo la storia della SIAE come sapientemente descritta dal giornalista Guido Scorza del il Fatto Quotidiano; ….Intendiamoci, che in SIAE, in passato ci siano stati sprechi e gravissimi episodi di malaffare in danno dei tanti iscritti ed associati onesti e, soprattutto, del sistema cultura nel suo complesso è circostanza arcinota ed innegabile. Egualmente non c’è ragione per dubitare che, trovatisi davanti una situazione divenuta insostenibile, ... abbiano provato a sfoltire sperperi e sprechi. Si è affrontato il tema della cura dimagrante ordinata dalla gestione commissariale della società stessa “ora gli stipendi d’oro e di platino sono un lontano ricordo” venne dichiarato all'inizio del commissariamento. ...Difficile coniugare questa affermazione con la circostanza innegabile che il Direttore Generale, Gaetano Blandini ha uno stipendio da 435 mila euro l’anno cui devono aggiungersi 135 mila euro, sempre all’anno e ... altri 70 mila euro... quale responsabile della sicurezza, per un totale di euro 630 mila euro... La seconda parte della serata è stata dedicata alla proposta del M5S di raccogliere le firme volte a una petizione avente come oggetto la realizzazione di una convenzione tra la Regione e la SIAE per la definizione di un importo forfettario,a carico degli esercenti coinvolti nel pagamento di questo tributo, che vada a eliminare tutta la burocrazia che oggi caratterizza questa imposta, ottenendo da un lato lo snellimento delle procedure amministrative e la riduzione dell'importo e dall'altro una sicurezza per la società SIAE di un introito garantito senza più i costi della presenza sul territorio di uffici e ispettori. E' stata inoltre ventilata la proposta di eliminare le grandi e costose manifestazioni, vedi capodanno Rai, a favore di contribuzioni destinate agli operatori del territorio volte alla riduzione del tributo SIAE, sia come strumento di valorizzazione dei talenti artistici locali. L'appuntamento per il prosieguo dei lavori con la cittadinanza è stata fissata per il lunedì 22 aprile alle ore 20.30 sempre presso la Pizzeria “Il Pirata” di Sarre, loc. Arensod, n. 39.
L'offerta di Bersani era un bluff e al tempo stesso una mela avvelenata. Se il MoVimento accettava cadeva in una tipica trappola della vecchia partitocrazia: infatti, dopo aver incassato il sostegno del M5S al Senato, il PD avrebbe portato avanti la propria agenda politica e contemporaneamente avrebbe fatto arenare nelle sabbie mobili dei lavori parlamentari il Programma del MoVimento, salvo poi far ricadere su quest'ultimo la colpa di un'inevitabile crisi di governo. Se invece il M5S non accettava, come infatti è successo e come era prevedibile, il PD avrebbe avuto buon gioco ad accusare il MoVimento di mancanza di "responsabilità". È ora di rimandare al mittente questa accusa e di chiarire una buona volta la questione. 1. il M5S ha sempre dichiarato apertamente che non avrebbe mai fatto alleanze di alcun tipo con i partiti, e non per "duro-purismo" fine a se stesso o per fare le "anime belle", ma in quanto si propone di superare la democrazia rappresentativa promuovendo gli strumenti della democrazia diretta, dove il rapporto tra cittadino e Parlamento non sia più sequestrato dai quei partiti-lobbies che da tempo non rappresentano più gli interessi dei cittadini, ma esclusivamente i propri e che mirano soltanto all'autoconservazione. Il M5S doveva allearsi e dare fiducia a questi partiti? E da quando in qua tradire il mandato elettorale è lodevole e "responsabile"? 2. Il M5S è uscito dalle ultime elezioni come la prima forza politica italiana in termini di numero assoluto di voti, ed è sulla base di questo risultato e per realizzare il proprio Programma (sintetizzato nei "20 punti") che il MoVimento ha chiesto al Presidente della Repubblica un mandato pieno di governo, assumendosene la responsabilità. Perché Bersani invece di scaricare colpe sul M5S non si è dimostrato lui per primo "responsabile" e per il bene del paese non ha accettato l'agenda politica del M5S (a cominciare dalla rinuncia ai rimborsi elettorali) accordando quindi la fiducia a un governo a 5S? Forse perché non ha davvero a cuore il bene comune ma solo la sopravvivenza sua, del suo partito e dell'intera casta? Infatti a pensarci bene è proprio vero, PDL e PDmenoelle (e vassalli) sono effettivamente gli unici davvero "responsabili", sì, ma dello sfascio del paese, del disastro economico, sociale e morale della nazione, di vent'anni di inciuci nei quali hanno votato INSIEME, alternandosi al governo (altro che "ventennio berlusconiano"!), la precarizzazione del lavoro, l'attacco al welfare, alla sanità e alla scuola e le vergognose guerre "umanitarie". Responsabili per non essere stati capaci di varare una legge anticorruzione e contro il conflitto di interessi. Responsabili di aver messo in ginocchio il tessuto produttivo italiano. Responsabili infine di aver consegnato il paese a "Mario il sicario" della finanza. Ecco chi sono i veri "responsabili".
La macchina del fango e della disinformazione "contra personam" funziona ormai a pieno regime: nel mirino c'è il M5S, che viene ogni giorno fatto oggetto di violenti attacchi da "destra" e da "sinistra" (e anche ovviamente dal "centro moderato") ad opera di giornalai, televenditori e blogger dell'ultim'ora sulle pagine dei quotidiani, nelle trasmissioni radio e tv e sulla rete. Insomma, siamo nella fase 3, quella del "…poi ti combattono…", forse la più dura, ma superata la quale ci sarà finalmente la fase 4 (le prime due, per chi se fosse perse, erano "Prima di ignorano, poi ti deridono…" ormai archiviate). Uno dei mantra che la disinformazione militante utilizza per screditare il MoVimento e i suoi parlamentari e attivisti è quello della presunta mancanza di democrazia interna al M5S, quello che dipinge Grillo e Casaleggio come dittatori-manovratori più o meno occulti e i "grillini" come automi eterodiretti che non ragionerebbero con la propria testa ma si limiterebbero ad eseguire ordini provenienti dall'alto. Questa volontaria distorsione orwelliana del MoVimento è frutto oltre che di profonda malafede, anche di ignoranza e superficialità. Questi detrattori prezzolati infatti non si sono mai presi la briga di andare a leggere il "Programma", il "Non-Statuto" e il "Codice di comportamento degli eletti 5 stelle in Parlamento" (basta un click per scaricarli dal sito del M5S). Se lo avessero fatto saprebbero che il MoVimento , oltre ad aver fissato fin dall'inizio della sua storia degli obiettivi programmatici precisi e oltre a promuovere esplicitamente gli strumenti della "democrazia diretta" all'interno dell'organizzazione politica e istituzionale italiana (proponendosi di limitare e/o superare quelli della democrazia rappresentativa), si è dotato di un rigoroso "codice etico" interno che mette al primo posto la trasparenza dei cittadini eletti nei confronti dei cittadini elettori, l'impegno a non fare alleanze di alcun tipo con altri partiti, l'impegno a realizzare il Programma e quello di rispettare la collegialità delle decisioni. Può non piacere, si può non essere d'accordo, ma questo è il M5S. Chi si candida per il M5S al Parlamento (o nei Consigli regionali o comunali) ha letto, accettato e firmato questo Codice (e lo hanno letto sicuramente anche gli iscritti al MoVimento e dovrebbero leggerlo anche i suoi simpatizzanti e i suoi elettori). Ed è a questo e soltanto a questo che Beppe Grillo si è richiamato quando ha criticato il comportamento in Aula o le dichiarazioni rilasciate da alcuni parlamentari 5S: il rispetto degli impegni presi dai cittadini eletti per il M5S nei confronti dei propri elettori. Il parlamentare 5S che non accetta le decisioni a maggioranza del proprio gruppo, che vuole tenere segreto il proprio voto, che "apre" a coalizioni e alleanze con altri partiti politici ecc. non è un eroico "dissidente" che pensa con la propria testa rifiutando il diktat di Grillo, ma semplicemente uno che si pone fuori dal M5S, automaticamente, perché rifiuta i principi fondamentali del MoVimento (oltretutto dopo averli sottoscritti). È come se un calciatore pretendesse di utilizzare le mani per colpire la palla: significa che non sta più giocando a calcio ma a qualcos'altro. Nessuno è stato obbligato a firmare quell'impegno e se non piace più, ci si può sempre dimettere e fondare un altro movimento o partito politico con un programma, uno statuto e un codice etico diversi. Quindi facciamola finita con questa storia dei 5 Stelle succubi del "dittatore" Grillo e del "guru" Casaleggio. Dobbiamo riconoscere che senza Beppe Grillo non ci sarebbe il M5S (e la nostra alternativa politica sarebbe ancora scegliere tra PDL e PDmenoelle e qui in Valle tra UV e altre sfumature dell'UV). Ma come hanno precisato i rappresentanti del MoVimento per Camera e Senato Lombardi e Crimi, Beppe Grillo non interferisce in alcun modo con i lavori dei gruppi, non manda sms, non fa telefonate, non dà ordini, non è presente alle riunioni. E tantomeno i MeetUp5S, sparsi a centinaia in tutto il paese (tra i quali anche quelli valdostani), ricevono "direttive" o "veline" da Grillo e Casaleggio. Beppe Grillo svolge soltanto il ruolo di garante del MoVimento: del Programma, dello statuto e del Codice di comportamento. E i parlamentari 5S che si attengono ad essi sono semplicemente coerenti con gli impegni presi. Il resto viene dalla macchina del fango. |

Il Movimento 5 Stelle ha organizzato lo scorso 25 marzo un incontro rivolto alla cittadinanza sul tema dell'attualità o meno dell'imposta SIAEe di quali riflessi questa causi sugli operatori economici valdostani in questo periodo di crisi.
La principale accusa mossa al M5S dalla propaganda di regime (e puntualmente rilanciata da Bersani all'ultimo incontro con Lombardi e Crimi) è quella di non volersi assumere le proprie "responsabilità" per il governo del paese, in quanto il MoVimento si rifiuta di votare la fiducia o comunque un appoggio esterno a un governo a guida PD (che grazie al "porcellum" ha un maggioranza bulgara alla Camera). 
Il nostro portavoce sarà nuovamente ad Aosta il 20 maggio per sostenerci nella campagna per le elezioni regionali. L'appuntamento è in programma alle 20,00 in piazza Chanoux.